Il monitoraggio dell’IMC compie 20 anni

Cosa rivelano i dati storicien: Intervista a Hanspeter Stamm

Hanspeter Stamm
A partire dall’anno scolastico 2005/06, Promozione Salute Svizzera analizza di anno in anno i dati raccolti dai servizi medici scolastici nelle città di Basilea, Berna e Zurigo nel quadro del monitoraggio dell’indice di massa corporea (IMC, detto anche BMI, dall’inglese body mass index). Hanspeter Stamm, co-titolare dello studio di ricerca e consulenza Lamprecht und Stamm Sozialforschung und Beratung AG accompagna questo monitoraggio fin dal suo esordio. In questa intervista illustra l’importanza della serie storica di dati per monitorare l’evoluzione del sovrappeso e dell’obesità in età infantile e adolescenziale, ci spiega perché questi dati sono considerati una base affidabile e quali sono i limiti del monitoraggio. La sua conclusione: i dati longitudinali consentono di tracciare un quadro dell’evoluzione, ma per sviluppare misure concrete serve una maggiore comprensione degli ambienti in cui vivono e crescono bambine, bambini e adolescenti.
03.09.2026, 15:00
  • Signor Stamm, lei accompagna il monitoraggio dell’IMC sin dai suoi esordi, 20 anni fa. Secondo lei qual è la principale conclusione che si può trarre da questa serie storica di dati?
    La prevalenza del sovrappeso e dell’obesità è in crescita in tutto il mondo, da decenni ormai, ma questa tendenza non è una legge della natura. In Svizzera, da qualche tempo osserviamo un leggero rallentamento del fenomeno in età infantile e adolescenziale, anche se la prevalenza rimane a livelli elevati. La serie di dati pluriennali mostra chiaramente che la situazione non cambia da un giorno all’altro e che è opportuno continuare a osservare l’evoluzione sul lungo termine per individuare eventuali cambiamenti.

     

  • Il monitoraggio è stato introdotto nel 2005/06, inizialmente come studio pilota. Qual era la situazione all’epoca – e perché si è deciso di raccogliere sistematicamente dati sul peso corporeo di bambine, bambini e adolescenti?
    All’epoca vi erano chiari segnali di una rapida diffusione del sovrappeso e dell’obesità, sia nella popolazione infantile che in quella adulta. L’OMS ha lanciato l’allarme verso la fine degli anni novanta, iniziando a parlare di «epidemia di obesità». Tuttavia, in Svizzera mancavano dati affidabili per poter inquadrare correttamente la situazione. Per poter adottare provvedimenti efficaci, bisogna innanzitutto conoscere l’entità del problema e sapere quali categorie sono interessate.

     

  • Nel corso degli ultimi 20 anni, nel complesso c’è stata una riduzione della prevalenza del sovrappeso. Cosa ne pensa di questo sviluppo? Cosa ci dicono i dati – e cosa non ci dicono?
    I dati mostrano che la tendenza osservata 20 anni fa, la quale indicava un aumento della prevalenza del sovrappeso e dell’obesità, non è una strada a senso unico. La Svizzera, a quanto pare, ha fatto qualcosa di giusto, ma non sappiamo dire esattamente cosa. Le misure a favore di un peso corporeo sano hanno dato i loro frutti? Oppure le bambine e i bambini di oggi praticano più attività fisica e seguono un’alimentazione più equilibrata e di conseguenza hanno un peso corporeo più sano, a prescindere da queste misure? Purtroppo il monitoraggio dell’IMC non si presta per determinare i nessi di causalità.

     

  • È sicuramente interessante osservare il fenomeno in una prospettiva a lungo termine: cosa riusciamo a vedere oggi, dopo 20 anni, che non si riusciva ancora a distinguere dopo i primi due o tre monitoraggi?
    La nostra esperienza, maturata nel corso degli anni, mostra che a volte si possono verificare oscillazioni piuttosto marcate da un anno all’altro, che però generalmente vengono riassorbite l’anno successivo. Nel complesso la situazione evolve piuttosto lentamente da un anno all’altro. È importante avere pazienza nell’interpretare i dati raccolti annualmente, per evitare di giungere a conclusioni affrettate.

    Questa lunga serie temporale di dati consente anche di identificare la presenza di inversioni di tendenza nelle diverse categorie analizzate: a livello della scuola dell’infanzia, per esempio, abbiamo osservato un calo della prevalenza del sovrappeso e dell’obesità a partire dagli anni 2000, mentre a livello di scuola media i valori hanno continuato ad aumentare fino alla fine degli anni 2010, per poi stabilizzarsi e iniziare a diminuire solo negli ultimi anni.
     

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Il monitoraggio dell’IMC indica chiaramente che il problema esiste e fornisce alcune indicazioni sui possibili gruppi target. Per la pianificazione e valutazione di misure concrete occorre tuttavia prendere in considerazione anche altri aspetti.

Hanspeter Stamm, MItautor BMI-Monitoring

  • Il monitoraggio si basa su dati ponderali raccolti nell’ambito delle visite mediche scolastiche. Ci può spiegare come vengono rilevati questi dati e perché sono considerati una base affidabile per l’analisi?
    In occasione delle visite mediche scolastiche, che vengono effettuate capillarmente in quasi tutta la Svizzera, si controlla periodicamente lo stato di salute di bambine, bambini e adolescenti. Oltre a misurare il peso, si fanno anche altri controlli, come quelli della vista e dell’udito. Le visite, eseguite da personale specializzato, seguono standard precisi e mirano a coinvolgere il maggior numero possibile di allieve e allievi di un determinato livello scolastico, motivo per cui i dati raccolti sono di una qualità eccellente.

     

  • Quali sono, dal punto di vista metodologico, i punti di forza di questo monitoraggio?
    Da ormai 20 anni riceviamo, a cadenza annuale, dati di eccellente qualità, che analizziamo ogni anno applicando gli stessi principi e assicurando così un elevato livello di comparabilità nel tempo.
    Vorrei cogliere l’occasione per sottolineare la perseveranza dei servizi medici scolastici coinvolti e di Promozione Salute Svizzera. Il monitoraggio dell’IMC non è uno studio spettacolare, in grado di fare notizia ogni anno con titoli di copertina. Bisogna riconoscere ai nostri partner il merito di aver continuato in questa impresa per oltre 20 anni, anche in presenza di risultati poco rassicuranti – per esempio quando vi è un aumento delle prevalenze sul breve periodo.

     

  • Allo stesso tempo, qualsiasi base di dati presenta dei limiti. Quali sono i limiti specifici di questo monitoraggio, in relazione all’indice stesso, alle caratteristiche disponibili o all’interpretazione dei risultati?
    L’indice di massa corporea (IMC) è spesso oggetto di critiche perché è un indicatore approssimativo del sovrappeso e dell’obesità, ma si tratta di un limite che viene compensato dall’estrema facilità di misurazione. Esistono anche altri indicatori del sovrappeso, ma sono perlopiù complessi da rilevare, presentano anch’essi dei punti deboli e il loro rilevamento supererebbe di gran lunga il budget temporale e finanziario di cui dispongono i servizi medici scolastici.

    Un ulteriore limite riguarda la disponibilità di altre caratteristiche della popolazione in esame. Conosciamo il sesso e l’età delle allieve e degli allievi che partecipano al monitoraggio, la loro nazionalità, il quartiere nel quale frequentano la scuola e il livello di istruzione dei genitori. Questi dati ci consentono di esaminare la correlazione tra il sovrappeso e queste caratteristiche specifiche. Per un’analisi completa sarebbe tuttavia auspicabile disporre di molte più informazioni, quali la loro partecipazione a interventi di promozione della salute oppure le loro abitudini alimentari e motorie. Purtroppo, però, una raccolta di dati così estesa non è possibile nell’ambito delle visite mediche scolastiche.

     

  • A suo avviso, quale importanza rivestono i risultati del ventennale monitoraggio dell’IMC per la promozione della salute? In che misura questi dati rappresentano una base importante per la prevenzione, lo sviluppo di programmi o le decisioni politiche – e in che misura servono informazioni supplementari per poter sviluppare delle misure concrete?
    Il monitoraggio dell’IMC è innanzitutto esattamente ciò che dice il suo nome: uno strumento di monitoraggio che consente di osservare l’evoluzione nel tempo del peso corporeo. Si tratta di uno strumento molto utile per determinare l’entità e la dinamica di un problema nonché la necessità di intervento. Se in futuro dovessimo constatare che la quasi totalità della popolazione in età scolastica ha un peso nella norma, potremmo rinunciare alla realizzazione di misure volte a promuovere un peso corporeo sano.

    Per pianificare misure concrete, però, occorre qualcosa di più. Dal monitoraggio dell’IMC sappiamo, per esempio, che la prevalenza del sovrappeso è più elevata nei livelli scolastici superiori e nelle famiglie nelle quali i genitori non hanno una formazione di grado superiore. Se vogliamo sviluppare misure mirate, destinate ad «adolescenti più grandicelli provenienti da famiglie con un basso livello di istruzione» è importante disporre di ulteriori informazioni sui loro ambienti di vita e sulle loro abitudini quotidiane, per riuscire a elaborare progetti concreti.

    In sintesi: il monitoraggio dell’IMC indica chiaramente che il problema esiste e fornisce alcune indicazioni sui possibili gruppi target. Per la pianificazione e valutazione di misure concrete occorre tuttavia prendere in considerazione anche altri aspetti.

Il monitoraggio dell’IMC

20 anni fa, nel quadro delle sue misure per la promozione di un peso corporeo sano, Promozione Salute Svizzera ha avviato il progetto «Monitoraggio dell’indice di massa corporea». Il progetto prevedeva la redazione di un rapporto sulla diffusione del sovrappeso e dell’obesità tra bambini e adolescenti nelle città di Berna e Zurigo e nel Cantone di Basilea Città. Da allora il rapporto è stato pubblicato a cadenza annuale, mentre nel 2010 il progetto è stato esteso ad altri cinque cantoni e città, allo scopo di ottenere informazioni sulla situazione al di fuori dei grandi agglomerati urbani. I risultati del monitoraggio dell’IMC sono ora rappresentati anche in una nuova dashboard interattiva, disponibile online. In futuro la dashboard verrà aggiornata a cadenza annuale con i dati più recenti, consentendo così un utilizzo ancora più ampio dei risultati e delle conoscenze scaturite dal monitoraggio dell’IMC.